Consiglio la lettura di questo saggio, un viaggio tra il passato, presente e futuro dei contagi; da dove vengono, come contenerli, come comunicare con la popolazione e cosa dobbiamo aspettarci.
Il suo libro più celebre – un allucinato ma scrupoloso viaggio mistico di scoperta alla radice della condizione umana, solo mascherato da nonfiction a tema scientifico – Quammen mette insieme una storia letteraria delle grandi epidemie, e insieme ci spiega perché saranno sempre di più: parla (siamo nel 2012, tenete a mente) della prossima pandemia globale e si chiede se verrà fuori da “un mercato cittadino della Cina meridionale”, spiegando puntualmente che questi virus sono l’inevitabile risposta della natura all’assalto dell’uomo agli ecosistemi e all’ambiente.
“Quando hai finito di preoccuparti di questa epidemia, preoccupati della prossima”, ha detto con poco ottimismo di recente in una sua column sul New York Times.
In che modo il riscoprirci all’improvviso un unico, grande ospite per il virus influisce sul nostro concetto di identità?





